Quel che passa il convento


Categoria : Buoni appetiti

Non sono un fanatico delle uova. Farmi una frittata, delle uova al tegamino, un uovo sodo o alla coque, sono eventi frequenti più o meno quanto il passaggio nei nostri cieli di una cometa.
Già da un po’ mi stuzziccava l’idea di usare l’uovo da abbinare non ai soliti asparagi o spinaci bolliti.
E così ieri sera ci ho provato accompagnadolo con quello che passava il “convento” (è da qualche giorno che ho il frigorifero e la dispensa vuoti) una sera di primavera, anche se ieri non era proprio una giornata primaverile, con risultato di questo tipo…

In un tegame di acqua salata cuocere del riso venere per 40/45 minuti.
A parte, negli ultimi 10 minuti di cottura del riso, lessare un po’ di agretti (o “barba di frate”, amo tutte queste erbette! che fossi una mucca in un’altra vita?).
Versare, in pentolino, 5 cm di acqua. Aggiungere 3 cucchiai di aceto di vino bianco e portare a ebollizione, una volta che l’acqua bolle, tenere il fuoco medio, non al massimo ma nemmeno troppo basso.
Rompere un uovo in una ciotolina e deporlo delicatamente in acqua nel punto dove bolle.
Non toccare l’uovo per niente mentre cuoce, lasciar per circa un minuto e mezzo, poi tiratelo fuori con un mestolo forato e verificare, premendolo con un dito, che l’albume sia ben ripreso. Scolare.
Far saltare prima il riso poi a parte gli agretti in un tegame con una noce di burro (uso quello danese leggermente salta) e a picere un pizzico di polvere di aglio.